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Baseball a Cuba: non solo sport ma evento culturale

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Parlare di baseball a Cuba significa parlare della storia della Repubblica cubana.

Perchè? Lo sport nazionale fino all’Ottocento era la Corrida, imposta dal governo coloniale. Questa venne in un certo senso soppiantata dal baseball, ritenuto dai cubani un divertimento colto, in opposizione proprio alla tauromachia, considerata uno sport selvaggio.

Il governo ritenne, a torto o a ragione, il baseball un’attività secessionista tanto da proibirlo nel 1869. Al termine della Guerra dei 10 Anni peroò la Squadra di Baseball dell’Avana venne riorganizzata e fu fondato l’Almendares Basi Ball Club.

Lo sviluppo e la diffusione del baseball coincise nel secolo XIX con le vie del commercio marittimo, infatti nei centri portuali di NewYork, Brooklyn, Boston, Providence, Baltimora, Cincinnati, Cleveland e Detroit si sviluppò la passione per il baseball e da qui anche all’Avana e a Matanzas, entrate rapidamente in questa via di commercio marittimo con l’esportazione dello zucchero, il baseball si diffuse rapidamente. La prima partita ufficiale venne disputata a Cuba il 27 di dicembre del 1874.

Per queste ragioni storiche si può affermare che il baseball a Cuba non è solo uno sport, ma una tradizione culturale. Tutti lo giocano in ogni angolo: dalla periferia urbana in campi improvvisati fino all’Accademia del Baseball di Cuba, dove gli atleti si perfezionano con programmi specifici e mirati in base ai ruoli coperti.

Un’interessante proposta turistica a Cuba è quella dei programmi di Baseball Tour dove il turista può mettersi alla prova sul baseball, accedere a programmi dell’Accademia e misurarsi in partita con squadre di famosi giocatori del passato o piccole squadre locali di grande esperienza.

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