
Parlare di Ernest Hemingway a Cuba apre diverse strade, riflessioni e perplessità. Dietro la Cuba hemingwayana per turisti c’è quello che è stato definito l’equivoco cubano di Hemingway.
Un equivoco che non vuol vedere la semplice verità: Hemingway era uno straniero in una terra straordinaria che gli offrì per molto tempo la giusta scenografia per vivere, per scrivere, per essere marito, amante, uomo gogliardico e pescatore tra i pescatori, ma Ernest Hemigway poco a che vedere con le tematiche socio-storico e culturali di Cuba.
Di Hemingway a Cuba restano venticinque anni di vita vissuta tra la sua casa e il suo porto, a San Francisco de Paula e a Cojimar, e nel cuore della città vecchia, il suo albergo e i suoi bar. Nel quartiere di Miramar, dove tuttora si svolge ogni anno la gara di pesca con il regolamento da lui stabilito. Busti, targhe e fotografie, il mojito, un daiquiri che porta il suo nome il Double Papa.
La Teraze di Cojimar, la Bodeguita e il Floridita, sono le località turistiche sulle “tracce di Hamingway”, la testimonianza di un uomo appassionato della vita. Il primo omaggio postumo in suo onore è stata la testa in bronzo voluta dai pescatori e dai marinai di Cojimar, il saluto a uno di loro.
Poi la passione si spense, e Hemingway divenne un altro uomo, né Cuba né altri angoli del mondo riuscivano a dargli più gusto e la serenità del cuore e della mente..ma questa è un’altra storia.




